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Ossigeno ozono terapia per curare le persone ricoverate in Terapia intensiva

13/01/2022

Un Simposio di grande interesse scientifico e di scottante attualità si è svolto a Roma martedì 11 gennaio presso l’Accademia Lancisiana (http://www.accademia-lancisiana.it/index.htm). 

Tema dell’incontro: “Ossigeno-Ozonoterapia: campi d’applicazione”. 

I relatori medici e professori Raffaele D’Alterio, Marianno Franzini, Giovanni Dequerquis, Roberto David e Riccardo Barchetta hanno illustrato la storia, le applicazioni e i sorprendenti risultati dell’ossigeno ozono terapia nella cura di diverse patologie, con una particolare attenzione alla capacità di cura dei pazienti affetti da Covid-19 e da infezioni antibiotico resistenti.

A spiegare la storia dell’ozono e del suo utilizzo in medicina è stato il prof. Raffaele D’Alterio.

Fin dalla sua scoperta l’ozono è stato utilizzato per la sua enorme capacità ossidativa in grado di abbattere i virus, i batteri, le spore e i funghi che sono alla base delle infezioni che colpiscono gli esseri umani, e non solo.

Illustrando brillantemente lo sviluppo del percorso scientifico, il prof. D’Alterio ha ricordato che già nel 1873 era stata descritta l’efficacia antimicrobica dell’ozono, mentre nel 1885 vennero pubblicati i primi protocolli di cura per le diverse patologie.

Nel 1896 il geniale Nikolas Tesla brevetta una delle prime macchine in grado di produrre ozono. Nel 1902 l’ozono viene utilizzato negli Stati Uniti per curare la tubercolosi; nel 1903 viene utilizzato nei Paesi Bassi per la potabilizzazione e il trattamento delle acque.

Nel 1915, nel corso della Prima Guerra Mondiale, i medici tedeschi utilizzano l’ozono per disinfettare le ferite e impedire le cancrene. Nel 1929 un gruppo di medici statunitensi dimostra che, con l’ozonoterapia, è possibile curare ben 114 diverse patologie.

Nel 1930 l’ozono comincia ad essere utilizzato diffusamente in odontoiatria.

Dagli Anni Trenta lo studio e le applicazioni cliniche dell’ozono si diffondono a livello mondiale, fino ai nostri giorni, quando viene utilizzato anche per contrastare la diffusione del Covid e per curare i pazienti colpiti dal coronavirus.

I risultati sono incredibilmente positivi e invitano ad ampliarne l’utilizzo in modo sistematico e generalizzato.

Il prof. Marianno Franzini, presidente internazionale della Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia (SIOOT), ha ripercorso la storia dell’ossigeno ozono terapia in Italia, annoverando le occasioni che l’hanno visto protagonista, in particolare nella cura dei malati di Covid in fin di vita e nel superamento dell’antibiotico resistenza.

Facendo riferimento alla ingentissima documentazione scientifica internazionale, ai numerosi casi clinici risolti ed alle audizioni in Parlamento dove sono stati presentati i risultati, il prof. Franzini ha ribadito la necessità di attivare un servizio di ossigeno ozono terapia in ogni ospedale, con particolare urgenza per i reparti di Terapia intensiva.

Il dott. Giovanni Dequerquis ha illustrato in dettaglio l’efficacia clinica dell’ozonoterapia nella cura delle ernie discali e delle patologie osteoarticolari.

Sulla base della sua grande esperienza come ozonoterapeuta, il dott. Dequerquis ha spiegato che, con infiltrazioni paravertebrali di ozono, è possibile curare tali patologie evitando l’intervento chirurgico: una pratica che si è dimostrata efficace, sicura e indolore.

L’ozono non lascia residui né genera effetti secondari, migliora anzi lo stato di salute a livello locale e generale.

Su 7.253 pazienti affetti da ernia discale, curati con infiltrazioni di ozono a livello paravertebrale, l’88,4% ha ottenuto la guarigione clinica, il 9,4% un netto miglioramento, e solo il 2,2% nessun risultato.

Il prof. Roberto David ha illustrato in maniera approfondita la natura del Covid-19 e come si sono sviluppate le diverse varianti. Ha spiegato come si è arrivati ad una conoscenza più precisa dei gravi effetti prodotti dal coronavirus, e ha confermato l’efficacia dell’ozonoterapia per curare i pazienti colpiti dalla pandemia.

A conferma della naturalezza ed efficacia dell’ozono, il prof. David ha mostrato un lavoro scientifico dell’autorevole Scripps Research Institute pubblicato nel 2002 negli Stati Uniti, secondo il quale lo stesso sistema immunitario, per attaccare e disattivare i virus e i batteri nocivi, produce e utilizza ozono nella forma di perossidi H2O3 e H2O5.

Lo studio in questione è stato pubblicato da Science e dalla National Academy of Sciences of United States: 

A questo proposito, il dott. Barchetta ha descritto in dettaglio come, grazie all’ossigeno ozono terapia, è stato possibile salvare la vita a un paziente Covid che si era aggravato a causa di un batterio antibiotico resistente (acinetobacter baumannii), che in genere non lascia scampo.

Il dott. Barchetta ha raccontato che, dopo aver praticato l’ossigeno ozono terapia per tre giorni, il batterio killer è stato debellato e il paziente ha iniziato il processo di guarigione anche dal Covid.

In conclusione la dottoressa Laura Gasbarrone, presidente dell’Accademia Lancisiana, ha ringraziato il dott. Barchetta, che ha proposto il Simposio, e gli altri relatori per aver approfondito la conoscenza di un tema e di una pratica medica di così grande interesse e attualità.

La registrazione audio-video del Simposio si trova al link: