Anestesia spray e ozono contro le carie
così il dentista non farà più paura

La Repubblica - 24/01/2007

ROMA - E' il sogno di tutti, una microrivoluzione in grado di neutralizzare una delle paure più diffuse fra grandi e bambini (per la verità soprattutto in Italia): quella del dentista. Immaginate di poter curare una carie senza ricorrere all'odiato trapano e alle fastidiose punture per l'anestesia. Bene, presto potrebbe diventare una pratica comune in tutti gli studi dentistici. Almeno così promettono due studi americani, condotti dai ricercatori della scuola di medicina dentale dell'università di Buffalo.

Secondo gli scienziati, coordinati da Sebastian Ciancio, l'ago potrebbe presto andare in pensione, sostituito da un più innocuo spray nasale, per addormentare i denti.

L'idea è venuta ai ricercatori dopo aver scoperto che l'anestetico nebulizzato, usato comunemente in otorinolaringoiatria per gli interventi al naso, aveva come effetto collaterale quello di rendere insensibili i denti superiori. Da qui, gli scienziati hanno deciso di sperimentarlo proprio per questa sua proprietà negli interventi dentali.

Per ora lo studio è stato condotto su 85 pazienti e sarà completato entro la fine di gennaio. Fa ben sperare, anche se la dose ottimale di spray deve ancora essere messa a punto, ha spiegato il dottor Ciancio. Un secondo studio partirà a febbraio e poi il metodo verrà sperimentato su un campione più ampio.

L'altra novità riguarda le carie: in uno studio che partirà nei prossimi mesi, gli scienziati di Buffalo analizzeranno a fondo un metodo per curare i denti che sfrutta l'ozono. L'ozonoterapia permette di eliminare i batteri che attaccano il dente in modo indolore, senza dover più ricorrere al trapano.

Ma come funziona? In pratica con l'ozono si forma una patina protettiva intorno al dente che impedisce l'attacco dei batteri e neutralizza gli agenti cariogeni, impedendo la re-infezione. Una volta bloccato il meccanismo di infezione, può inziare la rimineralizzazione della lesione. Il metodo è già stato sperimentato in Europa, ma oltreoceano è una novità. Lo studio, dice Ciancio, coinvolgerà 125 persone e durerà 18 mesi. Poi, se i risultati saranno quelli sperati e verranno confermati, si potrà mettere in cantina l'attrezzo più temuto da chiunque si trovi a sedersi sulla poltrona bianca, anche solo per un controllo periodico.

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