Mauro Grilli
Lo sguardo ... oltre


L'ozonoterapia

Un mio compagno di studi, conoscendo la mia propensione verso le terapie dolci e naturali, un giorno mi ha parlato di una terapia a me pressoché sconosciuta: l'ossigeno-ozono. Si era rivelata miracolosa nel curare suo fratello, affetto da un'ernia dolorosissima che i medici non erano stati in grado di curare e che gli aveva evitato l'operazione chirurgica.

Mi ha, quindi, portato da questo dottore, Antonio G., da cui ho appreso le varie applicazioni dell’ozono ed i suoi grandi benefici nel curare diversi disturbi e mali, come le ernie, i valori sballati del corpo, quali colesterolo e trigliceridi e potenziando il sistema immunitario.

Era giovane, ma ricco d’esperienza. Suo padre, infatti, era colui che oltre vent'anni fa, per primo, aveva portato questa terapia in Italia dalla Germania.

«In pratica - mi diceva Antonio - si tratta di prelevare un etto di sangue, addizionarlo di ossigeno ed ozono e reimmetterlo tramite una flebo nel corpo. Il sangue, così arricchito, non solo diventa di un colore più chiaro, ma viene purificato e disintossicato, così che alla fine la persona, si ritrova con molte più energie».

Della bontà di tali terapie ne vedevo gli effetti nella clinica in cui operava con tante persone coi sintomi più diversi, da anziani a giovani e sportivi, «Qui viene gente anche soltanto per "ricaricarsi" a seguito di forti stress; d'altronde, l'ozono non agisce come un farmaco, ma una volta in circolo nel sangue migliora l'intero organismo e lo stato di salute in generale»

A comprova di ciò mi raccontava che la regina madre d'Inghilterra, arrivata a 102 anni in buona salute, negli ultimi vent'anni si curava con l'ozono, Pertanto, mi ha fatto un esempio a riprova dei benefici di una simile terapia, anche in casi come il mio,

«È venuta da me tempo fa una signora, avvocatessa di 48 anni, con la tua patologia. Pur curandosi con il cortisone e l'interferone, era finita su una sedia a rotelle; allora come ultimo tentativo ha provato l'ossigeno-ozono ed è tornata a camminare».

Ho sentito i miei polmoni pervadersi di una ventata di aria pura ma, quasi per non crearmi eccessive aspettative, il dottore mi ha spiegato anche i limiti delle sue terapie.

«Tieni presente che l'ozono viene prodotto in piccole quantità anche dal nostro corpo ed i benefici sono comunque molto soggettivi: con alcuni fa' miracoli, con altri può non produrre alcun effetto, ma sicuramente non si hanno peggioramenti. O si migliora o si resta così».

Le sue parole mi avevano convinto: provare una terapia che può solamente apportare benefici in un caso come il mio era solamente da sperimentare. In effetti, dopo alcune di queste emo-trasfusioni, fatte una di seguito all'altra, ho cominciato a sentirmi meglio, meno affaticato e con più energia. Con Antonio siamo diventati, col tempo, pure amici.

Un giorno chiesi la sua opinione sulle diete che seguivo nell'alimentazione, anche se in maniera 'flessibile'.

«Ci sono persone che hanno degli esami del sangue bellissimi, con i valori del colesterolo e dei trigliceridi nella norma, che vivono male per via delle continue rinunce, mentre altri che magari hanno dei valori leggermente sballati, sopra o sotto quella norma, che vivono bene... Un'eccessiva rigidità fa vivere male la persona. Che senso ha vivere da malati per morire sani?».

Innamorato della sua professione, cui dedica tutte le sue energie, è diviso in due: il suo lavoro di base, che è quello di chirurgo in ospedale, e quello di curare con l'ossigeno-ozono da oltre un ventennio. Tiene anche lezioni all'università su questa terapia ed ultimamente a Ginevra, dinanzi all'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha esposto un protocollo per curare i bambini africani affetti da ulcera di Buruli. È una terapia che, seppur ancora poco conosciuta, sta prendendo piede, anche se molti, soprattutto tra i medici, sembrano non considerarla affatto, alla stregua di una terapia fantasma. Io stesso mi sono trovato a doverla difendere di fronte ad alcuni neurologi.

Ero stato ricoverato per un controllo del mio stato di salute quando, prima d'essere dimesso, i neurologi mi hanno chiesto che cure stessi facendo per la mia patologia di base. Non seguendo le terapie della medicina tradizionale, sapevo che quanto meno mi avrebbero criticato nel sentire che tra queste veniva annoverata anche l'ozono, tant'è vero che la loro risposta è stata un melanconico «quindi, non stai facendo nulla!».

Pur facendo presente di come le placche si fossero ridotte, in base ai risultati della Risonanza Magnetica, e di come mi sentissi meglio quando facevo questa terapia, la loro posizione non è cambiata di una virgola.

 

 

Nel parlare di ciò con Antonio, di come considerassero poco il suo operato, mi ha dato una risposta a dir poco illuminante.

«Io lavoro in ospedale come chirurgo. È una professione che amo tantissimo. Il mio lavoro è il fallimento delle loro terapie. Opero perchè con i loro farmaci non sono stati in grado di guarire le persone. Come fanno loro a criticare il mio operato, se neppure lo conoscono? Con l'ozono io posso soltanto farti stare meglio, in quanto non ci sono effetti collaterali, mentre con le loro cure, se non dovessi sopportarle o avere degli effetti collaterali, avresti un peggioramento notevole del tuo stato di salute. Questa è chiusura mentale…».

Le parole del dottore mi richiamavano alla mente ciò che un primario neurologo dell'ospededale della zona una volta mi aveva detto: «I dottori in genere sono molto gelosi dei propri pazienti e non accettano volentieri che li si abbandoni».

Le motivazioni - credo - possono essere diverse e le più disparate, e vanno dal ritenere la propria terapia la migliore come pure la meno invasiva rispetto ad altre, al considerare noi pazienti una fonte economica o di ricerca per chi ci prende in cura. Indipendentemente da tutto ciò, quando assisto, come soggetto di cura, ad eventi del genere, ciò mi genera una grande confusione. È come se un operatore remasse contro l'altro, non sempre con una direzione univoca, rendendo il panorama ancora più caotico di quello che è. Come ricordo sempre valide le parole dettemi dal dottore

che mi ha scoperto la SM: «Non disperdere inutili energie su un campo in cui si sa ancora così poco. Quando trovi qualcuno di cui ti fidi, seguilo e lascia perdere gli altri»,

 

È l'annosa diatriba tra la medicina tradizionale e quella alternativa, dove quest'ultima viene grandemente sottovalutata. Sono grato alla medicina ufficiale, per quello che ha fatto e sta tuttora facendo, solamente che nel mio caso specifico reputo che le terapie a me prospettate per curare la Sclerosi Multipla siano troppo invasive, pesanti, piene di effetti collaterali e quindi non adatte a me,

Il mio approccio nella cura della mia malattia è multidisciplinare, con un'equipe di professionisti medici che mi seguono e di cui ho fiducia, che vanno dal un neurologo ad una dottoressa omotossicologa, che mi segue a livello generale sia nell'alimentazione che per quanto riguarda il sonno ed altri disturbi che possono insorgere, al dottor Antonio G. che da alcuni anni cerca di potenziare il mio sistema immunitario con le sue cure, ed alla fisioterapista Elvira, da cui mi reco regolarmente tutte le settimane.

Questo per quanto riguarda la parte fisica.

Per quanto riguarda quella psichica, invece, seguo corsi per imparare a gestirmi meglio dal punto di vista emotivo, mentale e spirituale, perchè sono convinto che grande importanza hanno nella gestione dell'individuo nella sua globalità.

So che in questo cammino non sono solo, anche perchè ho una grande stima delle persone che mi circondano e mi aiutano, dottori e non, ma tutti operatori del benessere.


Mauro Grilli - tel. 338/3763224 - Crema CR.



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