Una scoperta scientifica, una speranza per l'Africa 


Si chiama "ozono", la speranza di vittoria nella guerra all'ulcera di Buruli, malattia emergente delle regioni tropicali, detta "lebbra dei bambini", vittime predilette del mycrobacterium ulcerans, appartenente alla stessa famiglia della lebbra e della tubercolosi che giorno dopo giorno divora mani, braccia, gambe di chi ne è colpito.
È una malattia che causa piaghe, amputazioni, invalidità.

L'ozono è un potentissimo disinfettante e possiede effetti rivascolarizzantii. Il nostro progetto consiste nell'utilizzare l'ozonoterapia con un protocollo facilmente riproducibile. L'apparecchiatura necessaria per l'applicazione non supera il costo di euro 15.000 ed è facilmente trasportabile. Ogni apparecchiatura è in grado di curare quotidianamente un centinaio di bambini colpiti dall'ulcera di Buruli.

Il progetto che presentiamo costituisce una intuizione fortemente innovativa nella cura di una delle più devastanti infezioni che corrompono il continente africano. Proprio dal punto di vista medico e scientifico il trattamento con ozono da noi sperimentato ha mostrato straordinari risultati e potrebbe divenire una delle conquiste più affascinanti nella terapia delle patologie infettive. Consente il rispetto dell'integrità fisica dell'individuo, evita le tragedie di percorsi dolorosi e invalidanti, restituisce dignità e speranza di vita a tanti bambini, a tante donne e uomini già cosi provati da infinite forme di disagio che ne minano la qualità dell'esistenza.

L'utilizzo dell'ozono, grazie alla sua azione disinfettante, consente anche di pensare alle applicazioni in favore della salvaguardia dell'ambiente e in particolare nella potabilizzazione delle acque che resta una delle più importanti sfide planetarie dell'uomo.

Stiamo per questo costituendo una associazione no profit che sostenga la ricerca e l'applicazione di questa terapia innovativa. Abbiamo bisogno dei tuo individuale impegno, del tuo aiuto. Servono mezzi e solidarietà. Accelerare le nostre esperienze, moltiplicare le occasioni di intervento sono il solo modo per dare definitivo riconoscimento ad un metodo di cura capace di sconfiggere per sempre una delle più subdole piaghe del continente africano. Insieme ce la possiamo fare.

>> Territori nei quali è presente l'ulcera di Buruli


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