da Libero del 05/07/2008
di Steno Sari
L'ossigeno-ozono terapia potenzia le difese immunitarie
e rende i tessuti più vitali


È presso lo studio medico Associato Salus di Milano che incontro il dott. Roberto Gorni. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1978, ha conseguito la specialità di Anestesia e Rianimazione. «Ho lavorato per dieci anni in ospedale, ed ho accumulato lunghe esperienze di viaggio in varie parti del mondo venendo a contatto con medicine di altri Paesi. Ma è dopo aver conosciuto un grande maestro di medicina e di vita che ho imparato a vedere e curare l’uomo nella sua totalità, tenendo conto delle sue realtà mentali, emotive e spirituali che benché non si vedano, ne rappresentano la parte preponderante». Dotato di grande simpatia e umanità, Gorni, è uno dei massimi esperti in Italia di quella che definisce «una delle più efficaci e potenti terapie», l’ossigeno-ozono terapia.

 

Chi l’ha inventata?

«L’ozono è stato scoperto da Christian Friedrich Schonbein nel 1832. Il merito di valutare il potere disinfettante dell’ozono va a Klenmann, che per primo ne valutò l’attività battericida sui germi patogeni. Fu poi un odontoiatra svizzero, il dott. E.A.Fish (1899-1966) ad intuire gli enormi vantaggi terapeutici del trattamento locale con ozono, quando trattò una pulpite gangrenosa con un’iniezione locale di gas. Per una fortunata coincidenza il paziente era il dott. E.Payr (1871-1946), che comprese l’utilità dell’ozono e ne rimase così entusiasta da applicare l’ozono in chirurgia generale».

 

Quanto è diffusa oggi questa terapia?

«Oggi l’ossigeno-ozono terapia è conosciuta e praticata in tutto il mondo. Ogni anno si tengono congressi nazionali e internazionali, l’ultimo in Cina, a Shangay, in cui vengono illustrati i risultati ottenuti nelle diverse branche della medicina».

 

Come si pratica?

«In diversi modi: 1) con infiltrazioni intraarticolari, come nel caso dell'artrosi del ginocchio, della spalla e dell'anca. 2) con infiltraizoni sottocutanee, effettuate con un piccolissimo ago. Ad esempio, si trattano le gambe e si agisce contemporaneamente sulla stasi venosa, sullo schiarimento dei capillari, sul drenaggio linfatico, sullo scioglimento dei grassi, sulla quantità della pelle, sulle smagliature e sullo schiarimento delle chiazze diabetiche e sulle chiazze dovute ad insufficienza arteriosa nei fumatori o nell'atero-sclerosi agli arti inferiori. Questo genere di infiltrazioni sono anche molto efficaci nel trattamento della zona cutanea in cui sono presenti le vescicole dell'Herpes Zoster. 3) mediante infiltrazioni paravertebrali, per curare l'artrosi della colonna vertebrale e l'ernia del disco».

 

Avviene anche mediante autoemoterapia?

«Certamente. Si preleva dal braccio una certa quantità di sangue, 200 ml circa, che, dopo essere stato ozonizzato, viene subito reintrodotto, in modo che l'ozono venga trasportato in tutto il corpo, dove i vari componenti ematici porteranno un messaggio di attivazione nei recessi più intimi dell'organismo. Da questo comprendiamo allora come l'azione antinfiammatoria, analgesica, drenante, rivitalizzante dell'ozono può trovare vaste e diverse applicazioni. E' davvero significativo l'apporto che questa terapia dà nelle malattie croniche e nei pazienti sottoposti a chemioterapia».

 

Quali sono i meccanismi di azione?

«Sono diversi. Rende più fluido e scorrevole il sangue e potenzia le difese immunitarie. Per semplificare, ha un'azione analgesica ed antinfiammatoria. Fondamentalmente questa terapia permette di far arrivare più sangue e più ossigeno e quindi vitalità nei tessuti. Potremmo dire che si verifica un'azione rivitalizzante degli organi e un'azione di rimozione delle tossine che nel tempo si sono accumulate nell'organismo».

 

In quali campi trova applicazione?

«L'ossigeno-ozono terapia ha vastissime applicazioni. E' tra le altre cose, anche un potente antivirale, antibatterico ed antifungineo. Per questo è di notevole aiuto nelle infezioni vitali, come per esempio le epatiti. Come rivitalizzante e disintossicante è significativo l'apporto che questa terapia dà nei pazienti sottoposti a chemioterapia».

 

Come viene considerata dalla medicina classica?

«E' confortante sapere che la medicina ufficiale ne ha riconosciuto la notevole efficacia nella cura dell'ernia del disco, tanto che da diversi anni questa terapia viene praticata in varie strutture ospedaliere. Sono certo che nel prossimo futuro troverà spazio di applicazione anche in altri campi».

 

Ci sono possibili effetti collaterali?

«Se applicata rispettando semplici regole, non ha alcun effetto collaterale e soprattutto è priva di controindicazioni».